Prima della battaglia (12)

Belladonna ringraziò con un cenno del capo e fece segno a Lanas di dare gli ordini, e tutti si ritrovarono a sorbire in silenzio uno stufato con della carne ignota, ma caldo e gradevole.

“Colonnello”, disse ad un certo punto la Regina tra una cucchiaiata e l’altra, “sappiamo che sei stata ferita nella Provincia Redenta; non appena torneremo alla capitale per questo avrai una decorazione”.
“Grazie, Vostra Maestà”, rispose compitamente l’Elfa.
“Ci piacerebbe molto vedere la cicatrice”, aggiunse la Regina.
Belladonna scoccò un’occhiata a Rebon, che sembrava ancora più pallido e debole nell’uniforme nera, ed a Lanas, di cui percepiva a stento il potere nel ruggire di quello della Regina, prima di rispondere: “Come comanda la Maestà Vostra. Con il permesso di Vostra Maestà”, aggiunse, e si alzò in piedi, “Rebon, ho bisogno del tuo aiuto”.
“Sì, mia signora. Come comandi, mia signora”, e Rebon scattò in piedi, batté e tacchi e prese a sbottonare l’aderente farsetto nero di Belladonna, del quale era impossibile arrotolare la stretta manica.

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Prima della battaglia (11)

L’ispezione della piccola compagnia procedette come in Piazza d’Armi; man mano che la Regina passava davanti ad un lanciere, l’Elfa ne diceva il nome, il grado e l’origine, mentre il lanciere salutava irrigidendosi in posizione di rispetto. La Regina considerò con attenzione Tessa e Ressa, con palese ammirazione Toson e fissò a lungo, con una certa sorpresa, Rebon, prima di fermarsi davanti alla Barbara, che pure Belladonna aveva presentato con il nome alla maniera del Regno Nero.

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Prima della battaglia (10)

Probabilmente, valutò Belladonna, si trattava in origine di una stalla: pavimento in terra battuta, due archi, in fondo al locale, potevano condurre all’esterno ed erano sbarrati da pesanti travi di legno, finestrelle in alto, chiuse da spesse sbarre di ferro; il soffitto era formato da altri pannelli di legno e costituiva il pavimento del piano superiore, lì dove, una volta, si affollavano le famiglie dei contadini. Ora c’erano molte luci, ed al centro del locale un gran tavolo di pregevole fattura, dietro il quale aspettava la Regina, in piedi e affiancata dalle sue Streghe nude ed inginocchiate. Le labbra rosse e carnose erano atteggiate ad un sorriso benevolo, smentito dal luccichio degli occhi viola e dal potere che ne promanava.

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Prima della battaglia (9)

La Regina aveva posto la sua residenza nel piccolo fabbricato situato accanto alla casa padronale diventata la sede dello Stato Maggiore; Belladonna e la sua Guardia attraversarono quindi quasi tutto l’accampamento suscitando una certa impressione tra le truppe che avevano sentito parlare di lei dai commilitoni sotto il suo comando ma non l’avevano mai vista. Senza alcun ordine, i lancieri e gli esploratori impegnati a rifocillarsi accanto ai fuochi, al suo passaggio si alzarono in piedi ed assunsero la posizione di rispetto: salutavano la liberatrice della Provincia Redenta, che per la Provincia Redenta aveva versato il suo sangue.

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