Avanzata oltre la Frontiera (3)

I Barbari stavano ancora cercando di controllare i cavalli imbizzarriti e la loro situazione peggiorò quando le spade corte degli esploratori Neri cominciarono a punzecchiarne i fianchi. Tutti caddero di sella, uno dopo l’altro, e ciascuno di loro si trovò più di una spada alla gola, mentre i cavalli galopparono via.

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Avanzata oltre la Frontiera (2)

Il mago tolse l’incantesimo al momento giusto ed i due quadrati divennero visibili a chiunque. Chiunque passasse da lì, ovvero al gruppetto di Barbari che, al piccolo galoppo, superò la cresta dell’ultima collinetta. Agli occhi di Gujonnen sembrarono enormi, su cavalli colossali, e il tenente si trovò improvvisamente d’accordo con i suoi subordinati: era stata una pessima idea. Con le bocca fattasi improvvisamente secca, dette l’ordine, le spade lampeggiarono nella scarsa luce rimasta.

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Avanzata oltre la Frontiera (1)

Gujonnen si sentiva molto poco baldanzoso. Il maggiore Porionnen non aveva voluto investire tempo e fantasia nella preparazione di un piano, e aveva deciso di seguire la vecchia e collaudata tattica da sempre utilizzata contro i Barbari: circondare quei buchi sporchi e affumicati che venivano chiamate Città, massacrare i guerrieri, torturare, violentare ed uccidere le donne, rubare tutto quello che poteva essere utile e dar fuoco al resto. In omaggio agli ordini della Regina, aveva disposto anche che prima di ammazzare qualcuno, gli si sarebbe dovuto chiedere informazioni sui fuggitivi. Sempre in omaggio agli ordini, aveva deciso che il giovane tenente sarebbe stato in testa, con la sua compagnia, fino alla conclusione dell’avanzata.

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Battaglia prima della notte (2)

L’armata Elfica marciava in silenzio, se si escludeva lo scalpiccio di migliaia di scarponi ed il rotolare un po’ cupo dei carri sulla strada ben battuta. Wardain sobbalzò quando, da più punti della colonna si levarono grida di allarme prima, di dolore poi. Gli Elfi era stati attaccati sul fianco scoperto della linea di marcia, dove la strada, costeggiata da un piccolo fosso, diventava una campagna appena ondulata; dall’altra parte, erano giorni che avanzavano lungo il fianco scosceso di una interminabile fila di collinette. Prima che il generale potesse dare un ordine, i graduati e gli ufficiali reagirono come era stato loro insegnato: lasciando a terra i morti e trascinando i feriti abbandonarono la strada e si diressero verso la linea della cresta, per raggrupparsi in un punto tatticamente vantaggioso. Wardain annuì e finalmente ordinò ai manipoli più vicini di fermarsi e di contrattaccare da lì dove si trovavano, per coprire il movimento degli altri. I lancieri ai suoi ordini, così come erano, balzarono oltre il fosso, lancia abbassata e scudo alzato, per fermarsi un istante dopo, richiamati da altri rumori di combattimento.

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Battaglia prima della notte (1)

Ad un giorno di marcia dalla Frontiera, nel cuore del Regno del Nord, Belladonna conduceva le due colonne del suo battaglione con la maggior cautela possibile. Non soltanto reparti esploranti a coprire la testa ed i fianchi, ma una folta retroguardia con i più esperti soldati armati alla leggera che cancellavano per quanto possibile le tracce dell’avanzata e si lasciavano distanziare anche di un paio di leghe. Nel Regno del Nord, gli Elfi erano come nel cortile di casa, e le cautele non erano mai sufficienti.

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