Contromisure (4)

L’interrogatorio, a quel punto, era stata una mera formalità. Valdariel aveva sì vuotato il sacco, ma purtroppo i due manipoli armati alla leggera che erano stati inviati a caccia di Wardain e della sua pattuglia avevano trovato i segni di un modesto accampamento degli Elfi, che però non c’erano più; e non c’erano neanche tracce che indicassero, tra le rughe del terreno e le placche di ghiaccio, in quel Nord del Nord, che strada potessero aver preso.

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Contromisure (3)

Il battaglione di Belladonna aveva occupato la città come in una azione di guerra, entrando in tutte le case con la massima cautela prima che gli ufficiali delle compagnie all’avanguardia si rendessero conto che non c’era nessun Barbaro ad aspettarli. I ranghi erano stati rimpolpati dai lancieri dei Boschi, nominalmente guidati dal loro Re, in realtà affidati ad un ufficiale maggiore scelto dal Consiglio Segreto. Belladonna ne avrebbe fatto a meno, ma il Re Fuggito, la sua famiglia ed il Consiglio Segreto al gran completo facevano parte della colonna che era molto più folta di quanto avessero visto Lana Mastdottir ed i suoi manipoli. Non ne facevano parte, invece, gli Elfi prigionieri, e gli ostaggi presi tra i Barbari più riottosi; erano stati lasciati indietro anche i bambini e le donne della distrutta famiglia di Fenner Bornsson, ad eccezione dei figli che erano diventati ormai i giocattoli preferiti di Belladonna, così come Calibean; c’era anche Valdariel, a marciare con loro, e per quest’ultima era ancora faticoso reggersi in piedi.

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Contromisure (1)

Hideanseek chiuse gli occhi e si passò delicatamente le dita sulle palpebre; le pupille gli bruciavano per la stanchezza e per il fumo sottile che si alzava dal braciere in cui il terriccio del Nord bruciava per riscaldare la stanza. Stanza che costituiva tutta la sua casa, in una città abbandonata da tempo, così tanto che nessun Barbaro ricordava più neanche quale estinta famiglia una volta vi abitasse.

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