All’inseguimento di due Elfe (2)

Peggio ancora, era un viaggio di cui non conosceva la destinazione e che avrebbe facilmente potuto concludersi con la prigionia, la tortura e la morte, se solo avessero incontrato qualche manipolo dell’esercito nemico; non poteva portarsi appresso la compagnia di lancieri, cui dette l’ordine di aspettarlo lì con gli altri prigionieri e di distaccare un uomo perché, alla massima velocità, riportasse un messaggio alla Regina.

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All’inseguimento di due Elfe (1)

Hideanseek si divincolò gentilmente da Sem che lo aveva abbracciato da dietro e lo stava penetrando nell’ano con il suo membro lungo e sottile e depose un ultimo bacio sul membro di Sim cui stava dedicando la carezza delle labbra e che era diventato gonfio e potente come quando si era svuotato dentro di lui, pochi minuti prima.

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Sul territorio

Bene, forse è il caso di fare il punto della situazione.

Abbiamo due armate straniere che avanzano nel Regno dei Boschi e più o meno si ignorano perché hanno altro da fare (sì, in effetti la manovra dell’Armata Nera si ispira un po’, in un altro continuum spazio/temporale, a quella prussiana nell’estate del 1914 attraverso il Belgio), e le armate del regno invaso sembrano nascondersi.

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Missione segreta (2)

Il locandiere chiuse accuratamente la porta di una camera che ospitava un letto e nient’altro, e che era ancora più sporca e gelida della sala comune. Non era buia, però, vi ardeva una lampada ad olio ben alimentata.

“Spogliati, puttana, e in fretta”, disse quasi strappandosi di dosso una tunica lurida ed un paio di brache ed esponendo un largo torace villoso ed un pancione rotondo al di sotto del quale sporgeva un membro virile enorme e già rigido.
Con gesti misurati Belladonna si liberò a sua volta della tunica e rimase in piedi davanti all’uomo, le braccia conserte a sostenere i piccoli seni, le gambe leggermente divaricate a mostrare la vagina depilata.
“Sono pronta, mio signore, e ti assicuro che sono brava, ti farò tutto quello che vuoi”.
“Non hai capito bene. Sarò io a farti tutto quello che voglio. Sdraiati sul pavimento, lì dove sei, a faccia in giù”.
“Mio signore, davvero non vuoi che ti baci, prima, quel membro così bello e forte che mi punti contro”?
“Sono cose da nobili, queste. Non fanno per un popolano come me”.
“Mio signore, io sono una bastarda mezzosangue, una ladra venduta per risarcire la vittima del furto, cosa posso sapere di come giocano al gioco del piacere i nobili”?
“Potresti mordermi, piccola come sei è l’unico modo che hai per farmi male”.
Belladonna si avvicinò di un passo all’uomo.
“E allora, mio signore, stringi di più il cappio che porto al collo e non mollare la corda. Puoi uccidermi in un attimo, se non mi comporto bene”.
Il locandiere fece a sua volta un passo avanti e Belladonna seppe di aver vinto.

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Missione segreta (1)

Quando arrivarono alle prime case di Castello Verde Belladonna ed i suoi non dovettero fingere di essere stanchi, infreddoliti ed infangati. Avevano fatto un lungo giro, al riparo del crinale, e se qualcuno li avesse osservati li avrebbe visti arrivare dalla strada della capitale.

Anche da vicino, però, il paese sembrava deserto, le case sprangate, le strade vuote e buie. Geon con pochi tratti delle dita sul terriccio, aveva indicato il percorso fino all’unica locanda che teneva anche, per i viaggiatori che ne avessero avuta voglia, un gruppetto di puttane dalle grazie sfiorite, uscite dal bordello della guarnigione. Dopo qualche svolta ed una salitella che parve loro insopportabilmente lunga e ripida si trovarono davanti ad una robusta porta di legno e ad una costruzione in mattoni.

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Il mestiere dello scienziato (2)

“Trovate ancora desiderabile la signora Lesbith? O non è piuttosto la sua sofferenza ad accendere il vostro desiderio? Siete troppo colpito dalla Regina, la desiderate ogni volta che la vedete, e il suo potere può fare di voi quello che vuole”.
“Mi piace vederla così. E la Regina è una donna bellissima, non dipende dal potere il mio desiderio”, rispose l’ex speziale. E non ebbe il coraggio di chiedere a sua volta, come era stato possibile che la Strega con un’occhiata avesse svelato il suo segreto.
“Ma voi siete insoddisfatto. Andiamo a sedere da qualche parte, dovrei controllare che le puttane non comincino a perdere sangue ma sono sicura che il vostro esperimento è riuscito, scambiamo invece due parole”.

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