La giustizia dell’Armata (6)

Fu poi il turno dei vecchi e dei bambini, cui fu più misericordiosamente tagliata la gola; quasi per un ripensamento, Belladonna fece risparmiare le bambine ed i pochi maschi più piccoli, per i quali ci sarebbe stato un futuro nelle miniere o nei bordelli del Regno Nero.

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La giustizia dell’Armata (5)

Le compagnie appiedate giunsero a destinazione in tempo per partecipare all’ultimo scontro: i soldati dell’avanguardia, scesi da cavallo, avevano investito la città con metodo: entrati nella prima casa avevano messo la spada alla gola di una giovane Barbara e si erano fatti condurre alla reggia, avevano fatto irruzione e messo in fuga guerrieri, donne e anziani. Si erano asserragliati proprio lì e si erano preparati a resistere ad un contrattacco che tardava, e che quando infine venne lanciato trovò Belladonna con i suoi fanti armati alla leggera pronti a prendere alle spalle i Barbari che stavano cercando di sfondare una piccola porta secondaria; colti di sorpresa, i guerrieri si diedero alla fuga attraverso la città, inseguiti ad una certa distanza dai soldati Neri, e si trovarono davanti le lance dell’altra compagnia che era stata mandata di gran carriera a chiudere la trappola.

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La giustizia dell’Armata (4)

Il Barbaro che sembrava il capo fece impennare il cavallo e si rivolse in tono sprezzante a Belladonna:
“Chi comanda, qui?”, chiese in un’ottima lingua comune, praticamente senza accento.
Belladonna non si mosse di un passo, nonostante gli zoccoli ferrati del cavallo fossero passati ad un palmo da lei, e rispose con aria annoiata: ”Chi vorrebbe saperlo? Scendi da cavallo e presentati”.

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La giustizia dell’Armata (3)

“Miei signori, a Colle del Fiume ho guidato due manipoli in una manovra diversiva sul ponte. Abbiamo ricacciato indietro il nemico e ci siamo attestati sull’altra sponda per attirare l’attenzione mentre il grosso del battaglione passava a guado mezza lega più a valle. Abbiamo resistito ad attacchi continui ma scoordinati e tenuto la posizione, poi abbiamo visto che gli Uomini dei Boschi si ritiravano in disordine e li abbiamo inseguiti fino alle prime case del paese dove ci siamo riuniti al battaglione. Abbiamo avuto ordine di attendere, prima, poi sono stato mandato avanti con i miei lancieri e ho raggiunto il nemico che si era arreso al nostro generale. Miei signori, l’ordine del generale Wardain era sempre lo stesso: niente prigionieri. Lo ha ripetuto anche lì, ed ho provveduto con i miei lancieri. Sapevo che dovevo risparmiare le donne e ho ovviamente proceduto in tal senso. Come premio, abbiamo avuto il permesso di saccheggiare il paese ed abbiamo avuto a disposizione tutti i civili”.

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La giustizia dell’Armata (2)

Gli altri ufficiali erano rimasti in silenzio considerando la proposta: seppellire in schiavitù oltre la Frontiera gli Elfi che si erano resi responsabili della strage di Colle del Fiume era sembrato anche a Geon una punizione adeguata, anche se presentava una serie di difficoltà. In quella, Toson che era rimasto di guardia fuori dell’alloggio di Belladonna, aveva aperto la porta ed annunciato Rebon, che si era occupato proprio di riunire ed identificare i prigionieri.

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