Avanzata (7)

La puttana, domata e sottomessa, restò in silenzio mentre la Bastarda dava un piccolo strattone al cappio. “Molto bene. Adesso appoggia la caviglia destra sulla gamba sinistra, all’altezza del ginocchio”. La puttana obbedì muovendosi con molta cautela: l’Elfa teneva ancora in pugno un capo della corda che le toglieva il respiro, ed obbedì anche al successivo ordine: “Rilassati, non ti farò ancora male, alza la gamba sinistra adesso”. La Bastarda annuì soddisfatta, afferrò rapidamente il piede infangato e costrinse la puttana a piegare la gamba finché lo stesso piede non venne ad essere bloccato dalla corda che ne legava i polsi; contemporaneamente la gamba piegata imprigionava l’altro piede.

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Avanzata (6)

La puttana, prosternata a terra, sentì il peso dello scarpone alleggerirsi e riprese a respirare più facilmente. Sentì anche la voce dell’Elfa, rivolta a lei in una corretta lingua comune, assolutamente priva di accento.

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Avanzata (5)

La puttana obbedì; il re degli Elfi si trovò ad ammirare il culo rotondo sotto il quale, come un frutto, si apriva la succosa vagina. “Faccia a terra, adesso, e mani dietro la schiena”, ordinò ancora la Bastarda; la puttana obbedì di nuovo e l’Elfa appoggiò senza troppa delicatezza la suola dello scarpone sul collo lasciato esposto dai capelli che si erano spostati in avanti, a nascondere la faccia della donna.

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Avanzata (4)

“La prima risposta è quella giusta, e tu lo sapevi benissimo. Il Consiglio dei Nobili ha discusso a lungo ed alla fine si sono trovati d’accordo con me, hanno avuto troppa paura di non essere dalla parte della famiglia prescelta”.
“Sei certo che ne sceglierò uno, ma io voglio Morwen”.
“Non potrai averla. Se davvero è ancora viva, dopo la guerra avrà un appuntamento col nostro boia”.
“Morwen è viva, e non si lascerà mai prendere. Io la troverò e se necessario andrò via con lei”.
“Non potrai farlo, anche se non vorrai prendere uno dei nobili che ho scelto per te dovrai regnare dopo di me. Non è meglio essere re degli Elfi che una esule?”.
“E tu, sei contento di essere re degli Elfi?”, ritorse la Bastarda. “A quanto hai dovuto rinunciare per diventarlo? Quanto hai dovuto sacrificare per restarlo? Per quello che ho visto, direi che assomiglia ad una spada con la lama fin troppo affilata e senza l’elsa: la compreresti mai, per quanto sia bravo nelle chiacchiere il mercante che sta cercando di vendertela?”. La Bastarda si alzò dal tavolo e ridiventò un alfiere della Guardia in un battito di tacchi.
“Comanda, maestà”.
“Portami qui una puttana e poi ritieniti in libertà”.

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