La battaglia: tramonto (13)

Con il potere ancora rafforzato da quel contatto, Belladonna prima vide i lancieri della Regina Nera che, per manipoli, conducevano lungo la strada gruppi di Elfi nudi e sconfitti, incitandoli con piattonate e colpi col manico delle lance, poi finalmente trovò la via verso il comando ed il potere di Rebon che proteggeva le celle in cui erano rinchiuse in una la Regina, nell’altra le due Streghe, guardate a vista da Toson. Le Streghe, invece che incatenate, erano appese ad un complicato intreccio di funi che le costringeva in posizioni dolorose ed oscene, le braccia e le gambe strappate in direzioni opposte, le succose vagine spalancate: bendate ed imbavagliate, per quanto vicine fossero, sembrava ragionevole credere che non fossero riuscite a comunicare.

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L’effetto del metallo

Scusate se mi intrometto, voglio solo tranquillizzarvi: ovviamente la nostra protagonista non ha nessuna voglia di uccidere la sua antica amante, proprio ora che si sono ritrovate con tanta soddisfazione. E neanche sa cose che noi ignoriamo.

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La battaglia: tramonto (11)

Belladonna aveva trovato i capezzoli eretti della Bastarda e cominciato a tormentarli: l’Elfa Bionda era assalita su due fronti e decise presto di capitolare: “Fermiamoci qui, Morwen, e prendimi, subito, e con tutto la forza che vuoi, come e dove vuoi, perché non posso attendere più per il desiderio che mi ha invasa”.

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La battaglia: tramonto (10)

L’Elfa bruna non se ne dette per inteso e col potere che nuovamente la riempiva chiamò tutto il desiderio che già la aveva quasi travolta dopo la battaglia nella Provincia Perduta, e col desiderio dal ventre liscio crebbe un turgido membro virile che prese a premere sulla schiena e sulle natiche dell’Elfa bionda.

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La battaglia: tramonto (8)

“Sì, Morwen, sono tutti diventati schiavi, sparsi tra diverse famiglie; ma meglio schiavi tra la propria gente che in un Regno straniero, non credi? Per questo ti ho lasciato tenere i figli del re, mi erano stati chiesti da due famiglie che hanno ancora motivi di rancore per il loro padre, quello che hai fatto giustiziare, ed il loro nonno, ucciso nella guerra di qualche lunga clessidra fa. Sarebbero stati torturati e uccisi, e questo non sarebbe stato giusto”.

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Risposte

L’ex mago ha appena tenuto una gran bella lezione di politica alla nostra protagonista, non vi pare? Magari voi la avete trovata noiosa, e mi dispiace, ma le Terre Conosciute dovranno davvero trovare un nuovo equilibrio dopo la scomparsa del Regno degli Elfi, ed il Regno Nero, che esce vincitore dalla Guerra della Regina, ecco, la Regina non ce l’ha più: adesso è solo una ragazza confusa che non ricorda nulla, nemmeno di aver finalmente partorito un erede.

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La battaglia: tramonto (7)

Belladonna si costruì l’immagine mentale della Bastarda, nuda come gli altri prigionieri del popolo Elfico, prima costretta a sfilare davanti alla Regina Nera ed ai suoi cortigiani, poi ad assistere all’esecuzione del padre alla maniera del Regno Nero: appeso per le caviglie ad un argano e lentamente calato su un fuoco di sterpi dopo essere stato castrato.

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La battaglia: tramonto (6)

Di nuovo, le due Elfe sentirono la brezza tiepida che sembrava accompagnare l’esplosione del potere di Belladonna; dalla gamba ferita dell’Elfa bruna il sangue schizzò per una piccola clessidra copioso, inzuppando tunica e brache di entrambe, per poi fermarsi. Belladonna, stringendo le mammelle della Bastarda, sentì forte e chiara la risata e poi la voce di Hidenseek: “No, Lunga Treccia, o Morwen, o Belladonna, non ti avevo mentito, semplicemente parlavo di me stesso, quella volta che hai ferito Sem. Ma tu puoi farlo, e forse potrai fare ancora di più, soprattutto ora che hai vinto la battaglia e dovrai decidere cosa fare della tua Regina e di tutti gli abitanti delle Terre Conosciute. Ricordati però che rivoglio indietro i miei lancieri, e che mi devi un prezzo del sangue per quelli che sono rimasti laggiù al Sud”.

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