La battaglia: mezzodì (5)

“So che al servizio della Regina ci sono degli esperti, che dicono essere in grado di togliere ad un uomo o ad una donna tutta la pelle dal corpo senza uccidere la loro vittima. Mi piacerebbe avere un confronto con loro, sapere, per esempio, come usano il metallo rovente che io ho sempre trovato molto soddisfacente anche se va usato con attenzione, ed io stesso mi sono trovato con più di una Donna morta poco dopo l’applicazione del marchio della mia casata sulle mammelle, sulle natiche o accanto alla succosa vagina”.
“Nel Regno Nero ogni cerusico è in grado di castrare un Elfo in poche piccole clessidre e di far sì che già all’alba successiva possa lavorare. So che questa è stata la fine di molti di noi che si sono arresi nella Provincia Nuova. Immagino che i boia siano ancora più bravi”, fu la risposta della Bastarda.
Wardain sembrò rabbrividire, poi rispose: “Io sono favorevole a ridurre il numero degli Uomini con i quali dividere le risorse delle Terre Conosciute, ma ritengo la castrazione uno spreco di tempo che, nell’immediato, non risolve nemmeno il problema. Nella Provincia Nuova ho dimezzato più volte le risorse destinate ai contadini e più volte raddoppiato il carico di lavoro. E quando questo non è bastato i miei lancieri hanno provveduto a liberarci da vite indegne di essere vissute in quanto non produttive”.
“Anche per questo, forse, gli Uomini non ci amano. Non riesco ad immaginare quanti Elfi siano stati castrati e sepolti nelle miniere della Regina”.
“Anche per questo mi metterò all’opera il prima possibile sulla Regina. Non sei d’accordo?”, aggiunse poi Wardain non ottenendo risposta.

Continua a leggere

La battaglia: mezzodì (4)

“Avevo suggerito al re di far vedere a tutti i sudditi del nuovo vicereame la loro precedente Regina, in gabbia ed in catene, ma non è stato d’accordo. Ritiene che sia meglio che quella Donna sparisca dopo aver firmato l’abdicazione a favore della casa reale degli Elfi”. La Bastarda rabbrividì all’idea di una Donna portata in giro come una belva feroce e non poté che approvare, sia pure solo dentro di sé, la decisione di suo padre.

Continua a leggere

La battaglia: mezzodì (3)

La Bastarda riassegnò i soldati rimasti a formare un anello più stretto attorno al re ed a Wardain, e si assegnò il ruolo di volante, come dicevano i manuali della scuola di guerra Elfica; il che comportava che si spostasse, un po’ più da lungi, assicurando copertura ora da un lato, ora dall’altro. Quando si ritrovò accanto al generale, questi interruppe il suo faticoso biascicare l’immangiabile galletta per rivolgerle la parola.

Continua a leggere