Montaggio alternato

Allora, la nostra piccola incursione nel cuore del Regno Nero – ci starebbe bene anche nel cuore nero del Regno Nero, ma la ripetizione può essere fastidiosa – si è conclusa. A qualcuno è piaciuta.

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Una famiglia, in qualche modo

Mastro Petar pensava che forse sarebbe sopravvissuto alla Regina Nera. Non solo, era assurdamente felice.

Era passato ben più di un mese dall’esperimento e nessuna delle puttane aveva visto il suo sangue, e questo era già sufficiente a dargli la ragionevole certezza che non sarebbe stato ucciso e mutilato, o almeno non subito. Ma in più c’era la Strega. Ogni sera, veniva a trovarlo nei sotterranei, e ogni sera giocava con lui, in quel modo assurdo e quasi casto, al gioco del piacere. Lui penetrava la bocca martoriata della signora Lesbith e lei gli parlava, spiegandogli nei dettagli i loro giochi, che avrebbero giocato quando la Regina la avrebbe donata a lui come premio per il suo onesto servizio. Di questo nuovo clima beneficiava anche Ewis, sulla quale lo scienziato di corte continuava a sfogare il desiderio senza però usare più la violenza e limitandosi ad incatenarla al pavimento prima di ricevere la sua nuova e particolarissima puttana.

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Una battaglia inattesa (2)

I lancieri smarriti ritornarono a piccoli gruppi, portando a spalla i feriti e una prigioniera, un esploratore del Boschi con la gamba aperta dall’inguine al ginocchio da un colpo di spada corta, ed una cattiva notizia: avevano visto il nemico, ma non erano in grado di stimarne la forza. Peggio ancora, le compagnie dei Boschi erano schierate in maniera tale da intercettare non solo il battaglione della barbara, ma anche quello di Terbonnen, che avanzava alla sua destra; solo quello di Belladonna, all’ala sinistra, sarebbe potuto passare senza essere visto. Inoltre non c’era il tempo di avvisare i colleghi e men che meno il colonnello Samel, che procedeva in coda al battaglione di Belladonna.

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Una battaglia inattesa (1)

Il colonello Samel stava assaporando un po’ della stessa medicina che, in maggiori dosi, aveva già inghiottito il generale Wardain. Stava andando tutto storto.

Le sue tre colonne si erano elegantemente sganciate da Castello Verde ed avevano preso correttamente la direzione della frontiera con la Provincia Perduta, ma già il giorno dopo le sue avanguardie avevano individuato pattuglie e manipoli di esploratori a cavallo del Regno dei Boschi che battevano le valli e gli tagliavano la strada più breve.

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Campo di battaglia

Lasciamo per un attimo il cattivone alla sua cattiveria – ma non temete, lo ritroveremo in forma smagliante – per tornare a quel Tercio des Extranjeros che avanza cautamente attraverso il Regno dei Boschi  cercando di non ingaggiare battaglie; vedete, messa così non è neanche una gara con gli Elfi e per fortuna: se si fossero incontrati, avrei dovuto rinunciare ad uno dei due personaggi che meglio mi son riusciti.

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Marciando in silenzio

I battaglioni Elfici arrancavano lungo i sentieri che si addentravano nei boschi. Ora i lancieri si consideravano degli induriti veterani e, quasi miracolosamente agli occhi di Wardain e dei suoi ufficiali, tutto sembrò filare liscio anche se l’andatura era lentissima e le armate del Regno dei Boschi avevano certamente avuto il tempo di schierarsi.

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