Davanti all’obbiettivo (2)

“Ma forse lo ucciderò lo stesso, anche se non dovessi essere in condizione di prendere il suo posto”, concluse il suo ragionamento, “se sono ridotto così è stato solo per compiacerlo”.

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Davanti all’obbiettivo (1)

Wardain quasi si fregò le mani, soddisfatto. Davanti a lui ed ai suoi battaglioni, in mezzo all’altipiano, c’era la capitale dei Boschi, così vicina che sembrava di poterla toccare.

Non era una città murata, e sembrava svilupparsi senza alcuna regola, lungo le sponde di un fiume. Ad una estremità dell’abitato, la reggia non era divisa dalle case della gente comune che da una larga strada e da un sottile perimetro di mura. Wardain sapeva bene che la miglior difesa della capitale era proprio lo spazio aperto che la circondava, rarissimo in quella Terra tutta colline, boschi e montagne; le sue truppe erano in qualche modo al riparo, ma avrebbero dovuto marciare dall’alba al tramonto, allo scoperto, per raggiungere le prime case. Durante la notte precedente aveva mandato avanti i suoi esploratori ed aveva avuto la conferma che i battaglioni dei Boschi non erano lì, e probabilmente stavano ancora cercando la sua armata dalle parti di Tre Querce o chissà dove. Però, più restavano fermi, più aumentavano le possibilità che qualche reparto nemico si facesse vivo.

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Sotto la pioggia

Il Regno dei Boschi era stato avvolto da nuvole nere che avevano cominciato al mattino a scaricare pioggia, ed a sera non avevano ancora smesso.

Su un sentiero reso particolarmente infido e scivoloso dall’acqua che ruscellava per ogni dove avanzavano cautamente Hideanseek ed i suoi compagni: Sem era in testa, procedeva a piedi tenendo il cavallo per la briglia e saggiando attentamente il terreno prima di muovere ogni passo. A venti passi seguiva il mago, tenendosi saldamente in arcione, e Sim chiudeva la fila, la mano sulla spada. Erano tutti avvolti nei pesanti mantelli cerati, che luccicavano nella semioscurità del bosco sotto il diluvio, infreddoliti e stanchi. Hideanseek era anche preoccupato: con quella pioggia e quel buio sarebbero potuti passare ad una spanna da un’intera armata senza neanche accorgersene; aveva anche gettato un incantesimo di protezione su di loro ma si sentiva così debole per la fatica e la mancanza di sonno che lo sentiva affievolirsi di momento in momento.

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Canone

Allora, piaciuto il duello? Sono sicura che lo stavate aspettando. Non so se ce ne saranno altri, ma battaglie sì, ne vedremo sicuramente. E finalmente – ma dovete avere ancora un po’ di pazienza – ci sarà anche la magia applicata. Il potere, in questo strano mondo, va in qualche modo centellinato, e ricordate cosa ha detto, proprio all’inizio della nostra storia, il mago Hideanseek: è illusione, la magia non può cambiare le cose concrete, può far sì però che la gente creda che siano cambiate.

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Singolar Tenzone (2)

Era stato davvero un duello alla vecchia maniera. Era Irasdottir e Nan della Collina si salutarono cerimoniosamente, si scambiarono doni e misurarono attentamente le armi, per concordare alla fine che la spada corta in dotazione ad entrambi gli eserciti aveva la stessa lunghezza e pertanto avrebbero utilizzato quella.

Si misero finalmente in guardia. I soldati dei due schieramenti osservarono perplessi la differenza di stazza: Era Irasdottir sembrava il doppio della sua avversaria, che però fece la prima mossa, cercando di passare con un affondo sotto la guardia dell’altra. La barbara parò con un colpo dall’alto verso il basso ma non riuscì a trasformare la difesa in contrattacco perché Nan ruppe facendo due veloci passi indietro e si rimise prontamente in guardia.

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Singolar Tenzone (1)

“Ho convinto Era Irasdottir ad ammettere di aver commesso un errore, mio signore, e ad accettare, alla fine della campagna, una punizione di venti giorni di fortezza e dieci frustate in pubblico, ma questo non ci autorizza a compiere una strage contraria a tutte le leggi. Anche se ha sconfitto quella ragazzina dei Boschi, non abbiamo certamente il diritto di uccidere tutti i suoi soldati”.
Belladonna parlava in tono tranquillo, cercando di mascherare l’irritazione: la discussione col colonnello Samel stava facendo perdere all’armata Nera altro tempo prezioso.

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