Prima della battaglia (17)

“Lanas”, disse Belladonna tenendo delicatamente in braccio la neonata che, gli occhi spalancati, sembrava fissarla con curiosità, “la Regina non deve vedere nessuno se non te. Neanche la bambina, a lei penserà Ressa”. Mentre Rebon annuiva impercettibilmente Belladonna si guardò attorno come per cercare ispirazione, o almeno per riordinare le idee. Nell’ampia sala era tornata una parvenza di ordine; Toson aveva dimostrato una sorprendente esperienza ed aveva incatenato con perizia le Streghe, che potevano appena respirare sotto le bende ed i bavagli ed a malapena stavano in piedi sotto il peso delle catene, e, con l’aiuto delle due donne del Nord, le stava conducendo fuori; gli ufficiali della Guardia erano disciplinatamente scomparsi verso i loro alloggi; Tessa, infine, era al fianco di Rebon, la mano sull’elsa della spada corta.

Continua a leggere

Annunci

Prima della battaglia (16)

Nell’improvviso silenzio, si sentiva solo il respiro pesante della Regina ed i fiochi lamenti che emetteva, assieme al pianto del neonato, ancora cullato da Lanas, che disse: “Bravissimo, tenente. E tu, mia signora, puoi lasciare la fune, ormai non sanguina più”.
“Lanas, la Regina si lamenta ancora, e perde ancora sangue”, disse Belladonna.
“È normale, mia signora, deve ancora avere il secondo parto. Rebon, comincia a massaggiarle il ventre, dall’alto verso il basso”.
“No, Rebon, meglio che tu eviti di toccare ancora la Regina. Pensaci tu”, ordinò Belladonna alla puttana bionda appena rivestita dell’uniforme di Castello Tonante e che si guardava attorno preoccupata cercando con gli occhi la robusta puttana dai capelli rossi che era invece impegnata ad aiutare Toson che con le catene, i collari e le manette pesanti e rugginose portate dagli ufficiali della Guardia stava immobilizzando le Streghe.

Continua a leggere

Prima della battaglia (15)

Contemporaneamente la Regina gridò, forte, e Belladonna si accorse che tra le sue gambe si era formata una pozza di liquido. Rebon ed il cerusico si fermarono incerti sul da farsi, e fu proprio Lanas a muoversi con tutta la velocità possibile ad un corpo tonico e ben allenato. In due balzi la Barbara raggiunse la Regina, si inginocchiò davanti a lei e tese le braccia verso il ventre rigonfio.
“Tenetela forte”, disse Lanas sovrastando i lamenti della Regina, “il bambino sta nascendo”, e riuscì a mala pena a concludere la frase prima di trovarsi tra le mani un neonato scalciante.

Continua a leggere

Prima della battaglia (14)

L’ufficiale che li aveva perquisiti all’ingresso, e che sembrava il più alto in grado, o almeno quello più pronto ad affrontare le emergenze, puntò la spada corta alla gola di Belladonna, e gli altri si schierarono ai suoi fianchi.
“Mia signora, devi darci subito delle spiegazioni”, ingiunse a voce bassa ma in tono ultimativo.

Continua a leggere

Prima della battaglia (13)

Il potere aveva abbandonato la Regina, che divenne improvvisamente pallida, gli splendidi occhi viola cerchiati di nero per la stanchezza e la preoccupazione, il ventre rigonfio che deformava la linea dell’abito rialzandolo e scoprendo le gambe un po’ appesantite fin quasi all’attaccatura delle cosce. Mentre Belladonna constatava ciò, le Streghe partirono all’attacco dell’Elfa; mal gliene incolse, però. Costrette a rialzarsi prima di poter colpire persero l’attimo buono, e Belladonna, con i riflessi del soldato di prima linea, con uno sgambetto spazzò via la Strega della Regina che era più vicina ributtandola a terra e le sferrò poi un calcio nel fianco che tolse il respiro all’avversaria, poi colpì con una gomitata la vedova di mastro Wissen che stava cercando di prenderla alle spalle. La Strega, raggiunta alla tempia, ricadde pesantemente sul pavimento, con un tonfo e senza un gemito.

Continua a leggere