A destinazione (3)

Un lanciere barcollò fuori della tenda assestandosi le brache e l’interlocutore di Restain sgattaiolò dentro prima di poter rispondere. Il grosso Elfo masticò una maledizione e lasciò cadere la monetina nella scarsella che ormai era abbastanza rigonfia, prima di dedicarsi ai due estranei lancieri che si erano messi in coda: doveva raccogliere informazioni e l’avrebbe fatto. Ma alle sue domande risposero a monosillabi – la frase più lunga fu: “La guerra sposta la gente”, borbottata da Verkonnen – e non poté che sperare in Valdariel.

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A destinazione (2)

I lancieri Neri erano arrivati a destinazione, perché Belladonna aveva finalmente rotto gli indugi. Una volta assicuratasi che le sparse famiglie di Barbari lungo la strada sarebbe state amichevoli o almeno neutrali, e liquidate quelle che sembravano avere cattive intenzioni, aveva spinto due compagnie in avanguardia verso la città di Astrik Dafarsson, seguendole a distanza di una giornata con il resto del battaglione, lasciandosi definitivamente alle spalle la città presa alla famiglia di Fenner Bornsson ed i prigionieri che vi aveva ammassato. L’accorto capofamiglia barbaro, pur chiedendosi cosa stesse combinando Hide Attempsson, ottenuto un ricco aumento delle scorte di cibo, aveva permesso ai lancieri Neri di accamparsi nelle vicinanze, ma ad almeno una clessidra di distanza dalla città del Re Fuggito. Gli erano giunte notizie dell’avanzata dei guerrieri della Regina Nera, della distruzione di tre famiglie e della sottomissione di altre alle armi di questi strani invasori. Aveva anche sentito di altri guerrieri che si trovavano più a sud e che stavano comunque marciando verso la sua città ed aveva chiamato a raccolta, senza tanto strepito, le famiglie sue alleate.

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A destinazione (1)

Erano male in arnese quei cinque o sei cavalieri che arrancavano sulla brughiera gelata. Coperti da mantelli a brandelli, così sporchi che i colori della famiglia ormai non si distinguevano più, abbandonati lungo il collo di cavalli più stanchi di loro, non mettevano certamente paura a chi li incontrasse per caso. Altrove, magari subito a nord della Frontiera, sarebbero stati una facile preda, ed anche lì, non fosse stato per la stagione avanzata, qualcuno che avesse avuto conti in sospeso con loro ne avrebbe potuto fare un solo boccone.

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Le Terre Sconosciute (3)

Rebon sospinse una figura avvolta da capo a piedi in una enorme cappa nella tenda di Belladonna, accennò un saluto ed uscì; fuori era di guardia Ressa, che avrebbe ricevuto il cambio da Toson. Belladonna accennò un sorriso con le sue labbra sottili e si avvicinò, tolse la cappa e fissò negli occhi la bionda Calibean, ancora infagottata nell’uniforme di Castello Tonante, i polsi legati dietro la schiena con un ruvido canapo.

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