Sangue, concime della terra (1)

L’armata del colonnello Samel non era la sola che aveva attraversato la frontiera della Provincia Perduta. Il comando dell’armata di occupazione Elfica se ne rese conto quando alla richiesta d’aiuto che arrivava dal confine col Regno dei Boschi si aggiunse quella lanciata dal confine con il Regno Nero, lì dove l’armata di Castel Gelo aveva attaccato su un fronte di cinque miglia senza tante sottigliezze tattiche. Il piano strategico del generale Deron affidava infatti a quella armata il compito di attirare su di sé il maggior numero di forze nemiche per consentire a quella di Castello Tonante di effettuare il movimento in profondità che avrebbe dovuto portare all’accerchiamento dell’armata di occupazione Elfica.

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Dove si combatte

Lo so, abbiamo parecchia carne al fuoco. Un po’ mi dispiace lasciare la relativa sicurezza della reggia (relativa perché la Regina un giorno può promuovere un ufficialetto inesperto, il giorno dopo può ordinare di tagliargli l’uccello, si chiama autocrazia) ma non possiamo esimerci di andare a vedere cosa sta accadendo nella Provincia Perduta: c’era un’invasione in corso, ricordate?

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Una nuova casa (2)

“Mastro Petar”, disse una sera la Strega, una volta che ebbero nuovamente incatenato la signora Lesbith, “voi siete rimasto deluso, non volevate Loreen ma me. La mia padrona, la Regina, ha avuto qualcosa da rimproverare a quella puttana, ed io ho trovato, in un piccolo bordello, una degna sostituta: alla Regina piacciono i capelli rossi, e apprezza la capacità di muoversi a quattro zampe”.

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Una nuova casa (1)

Il palazzetto della favorita costituiva una sistemazione molto più soddisfacente per Mastro Petar. All’ultimo piano era il suo appartamento personale, ampio e soprattutto luminoso: tante finestre, finalmente poteva vedere la luce del giorno, ed aveva più della sola stanza da letto. Aveva infatti ricavato uno studio molto ampio, anche se alcuni locali non erano altro che sgabuzzini, che aveva arredato con una branda e poco più, ed in uno dormiva Ewis, nell’altro Loreen, il nuovo regalo della Regina, che si era tenuta il guinzaglio d’argento ma le aveva lasciato l’anellino conficcato nel naso.

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Nella Provincia Perduta (3)

Il capitano Sannonen non aveva detto tutta la verità, e forse era dipeso dal fatto che si era trovato a passare accanto non ad una ma a ben due delle tipiche abitazioni della Provincia in cui di solito vivevano tre o quattro famiglie ciascuna di contadini, ridotte a poco più che scheletri calcinati di pietra; i suoi esploratori erano incappati sì in un manipolo di Elfi e lo avevano seguito a distanza di sicurezza, ma alla fine si erano trovati ad osservare, precariamente nascosti in un fosso, il lento risveglio di una delle piccole fortezze che il Regno Nero aveva disseminato nella Provincia e che era stata occupata da un paio di compagnie dell’armata Elfica; sarebbe stato anche possibile, per il battaglione, manovrare e passare alla larga. Anche se aveva forzato la mano al suo ufficiale maggiore, il capitano Sannonen aveva fatto comunque la scelta giusta. Avrebbero preso il fortino, spazzato via i pochi Elfi che avevano davanti ed attirato il grosso delle loro forze su un terreno in cui avevano anche un punto su cui appoggiarsi nel caso di uno scontro in campo aperto. Il rischio, per la compagnia di punta e per quelle che la seguivano più dappresso, era di trovarsi presi in mezzo tra il forte e gli eventuali reparti mobili, dei quali non avevano ancora trovato traccia.

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