La soluzione difficile (3)

Belladonna sapeva che era un pugno di soldati, quello che stava arrivando, visto che il resto del manipolo aveva l’ordine di restare con il Re Fuggito e la sua famiglia, ma chi era nascosto nella nebbia non poteva saperlo. Per la fretta, per la paura, chissà per quale ragione commise un errore venendo avanti con la spada tenuta in orizzontale. Belladonna vide l’acciaio prima che l’Elfo vedesse lei e calò il colpo dall’alto verso il basso, botta da amputazione.

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La soluzione difficile (2)

Il Re dei Boschi regnava ma non governava, ed era un peccato, pensò Belladonna mentre guidava il piccolo gruppo nel buio incipiente. Intelligente e forte, avrebbe fatto sicuramente meglio dei suoi consiglieri. In poche piccole clessidre aveva istruito il figlio, che venne affidato a Rebon, e portato fuori del carro la moglie e le figlie, coperte con anonimi mantelli dell’armata di Castello Tonante. Senza fare domande, i fuggitivi montarono sui robusti cavallini Barbari che li attendevano e procedettero in silenzio attraverso la brughiera ghiacciata, immersa in una spessa coltre di nebbia, verso il luogo dell’appuntamento con i lanceri del Popolo Libero. Avevano appena superato la linea delle sentinelle che si erano voltate dall’altra parte quando alle loro spalle i due carri che avevano costituito la corte del Re Fuggito presero fuoco. Doveva essere il segnale per Verkonnen e le sue pattuglie che, a mezza lega di lì, dovevano attaccare il gruppetto di Elfi, ma il potere avvertì Belladonna che qualcosa era andato storto: meglio, le acuì i sensi da membro del popolo Elfico fino a permetterle di sentire la presenza di altri Elfi nell’oscurità, molto vicini. Sussurrato un ordine a Toson, scivolò silenziosamente da cavallo e si incamminò cautamente in direzione delle ombre che si muovevano altrettanto silenziosamente nella nebbiosa oscurità.

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La soluzione difficile (1)

Belladonna si guardò attorno e si avvolse più strettamente nella cappa elfica, prima di spingere la porticina che immetteva nel carro che era diventato l’alloggio del Re Fuggito, della sua famiglia e della sua corte. Toson, Rebon Tessa e Ressa rimasero fuori, a tener d’occhio i lancieri dei Boschi di guardia. All’interno era buio, fumoso e caldo. Il Re Fuggito la aspettava in piedi, quasi a voler proteggere la sua famiglia: alle sue spalle, in un angolo, una bella donna bionda dal seno prorompente, un ragazzo dall’espressione ottusa e due giovanette spaventate.

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Consigli di Guerra (6)

Mastro Wissen non lo negò. Anzi, ripensando al breve e fugace contatto con la bocca di quella Strega, alle sensazioni così simili e così diverse da quelle che provava grazie alla medesima carezza della Strega sua moglie, ebbe ben più di un fremito al membro virile. Le due Streghe se ne accorsero contemporaneamente e contemporaneamente sorrisero: due sorrisi di trionfo.

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Consigli di Guerra (5)

Raggiunto dunque il suo piacere e verificato che tutto quello che si raccontava sulle donne del Nord rispondesse a verità (erano in grado di sopportare il dolore e le punizioni meglio di tutte le donne delle Terre Conosciute, erano in grado di raggiungere il piacere con maggiore intensità e soddisfazione di chiunque altro), la Regina tornò ai suoi appartamenti portando con sé Irina Fiodorovna e Aliena Ivanovna, la prima con le piaghe sulle natiche ancora aperte e sanguinanti. Le trascinava dopo aver fissato i guinzagli non ai collari ma agli anelli infissi nelle succose vagine; ad ogni passo, all’inizio sotto gli occhi di mastro Wissen e della sua Strega, dava un piccolo strattone; prima ancora di lasciare il palazzetto della favorita la sua fatica venne premiata e l’una e l’altra, quasi contemporaneamente, raggiunsero di nuovo il piacere attraverso il dolore e senza bisogno dell’intervento del potere che la Regina teneva strettamente dentro di sé dopo averlo abbondantemente nutrito.

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