CONSUNTIVI

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2015 per questo blog.

Ecco un estratto:

Una metropolitana a New York trasporta 1 200 persone. Questo blog è stato visto circa 4.300 volte nel 2015. Se fosse una metropolitana di New York, ci vorrebbero circa 4 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

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Le regole dei Barbari (2)

Il mago fu accolto da un’ondata di caldo, da uno sbuffo di fumo puzzolente, da un frastuono di voci che parlavano la lingua comune con il gutturale accento dei Barbari, e da un sottilissimo tentacolo di potere che raggiunse il suo, lo aggirò ed andò a cercare Sim e Sem, che lo seguivano da presso. Era quello di una donna, riconobbe Hideanseek, forte e ben controllato, e si avvicinò alla Barbara che, in piedi al centro della sala, lo aveva lanciato verso di lui ed i suoi amanti.

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Le regole dei Barbari (1)

Hideanseek guidò i suoi amanti oltre la frontiera e poi nella terra dei Barbari lungo una serie di sentieri seminascosti tra le fitte siepi spinose che sembravano costituire l’unica forma di vegetazione di quella zona sassosa e ricca di torrenti gelidi che i cavalli superavano con difficoltà.

Dopo una settimana finalmente i tre imboccarono un’ampia strada sterrata che si dirigeva dritta a nord.

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Rifugio

Benissimo, dopo la battaglia nella Provincia Perduta abbiamo bisogno di cambiare aria. Bisognerà prendere fiato: vedete, una battaglia è sempre un caos di violenza, sangue e fango, è difficile seguire cosa stia capitando, soprattutto per quelli che ci stanno in mezzo: qui si distinguono i veri soldati, quelli che mantengono i nervi saldi quando tutti attorno a loro perdono la testa.

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Sangue, concime della terra (3)

Il gigantesco lanciere non dette segno di aver udito, ma prese a spazzare l’aria davanti a sé mulinando la lunga lancia come un altro avrebbe fatto con la spada; Rebon e Tessa fecero un passo avanti per schierarsi in linea di fronte con lui e Tessa, alla sua destra, cercò di affiancarsi ad un fante armato alla leggera per completare l’allineamento. Il fante venne spazzato via da un lanciere Elfo che lo infilzò colpendolo sotto l’ascella destra; l’Elfo, sull’impeto, puntò Tessa. Un passo e Belladonna si frappose, la spada frullò nell’aria e intercettò la punta della lancia; l’Elfo mollò la presa prima di essere gettato a terra e passò lo scudo dal braccio sinistro al destro. Belladonna non riuscì a colpirlo con la spada e dovette fare due passi indietro; l’Elfo sapeva usare lo scudo anche come un’arma offensiva, e Belladonna dovette indietreggiare ancora, lasciando nuovamente scoperto il fianco di Tessa contro cui l’Elfo si avventò; Belladonna non poteva stare a guardare: lasciò cadere la spada e con un solo gesto mosse le dita della sinistra, impugnò con la stessa mano Sorriso Solitario e affondò dal basso verso l’alto, proprio sotto lo scudo che l’Elfo stava brandendo di taglio per colpire la ragazza.

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Sangue, concime della terra (2)

L’attesa durò poco; di nuovo un lanciere si presentò a rapporto col fiato grosso, salutò e riferì il rapporto di Geon:
“Mia signora, il portone brucia molto lentamente e non si rilevano reazioni da parte del nemico. La compagnia resta le armi al piede in attesa di ordini”.
“Molto bene, lanciere. Il mio ordine è di stare pronti”. Belladonna si rivolse a Rebon e Tessa:
“Devo chiedervi qualcosa di pericoloso. Lasciate qui lancia e scudo: marcerete, piccoli come siete, tra le linee dei vostri camerati, senza scompaginarle, e sarete voi, protetti dagli scudi, a dar fuoco alla porta. Accendete e tornate indietro, avrò ancora bisogno di voi”.

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