La battaglia: tramonto (8)

“Sì, Morwen, sono tutti diventati schiavi, sparsi tra diverse famiglie; ma meglio schiavi tra la propria gente che in un Regno straniero, non credi? Per questo ti ho lasciato tenere i figli del re, mi erano stati chiesti da due famiglie che hanno ancora motivi di rancore per il loro padre, quello che hai fatto giustiziare, ed il loro nonno, ucciso nella guerra di qualche lunga clessidra fa. Sarebbero stati torturati e uccisi, e questo non sarebbe stato giusto”.

Belladonna dette uno strattone alle redini che impugnava e per convincere il placido cavallo da tiro sul quale era appollaiata la Bastarda ad accelerare il passo e per sfogare la rabbia: ancora una volta Hidenseek si era preso gioco di lei. La Bastarda disse qualcosa che non sentì, impegnata com’era nel dialogo col mago.
“Io mi servo del ragazzo come di una donna costringendo la sorella ad assistere: non è tortura, questa?”.
“Per prima cosa non li uccidi. E poi, ti sei accorta che a loro piace? Potresti venderli ad un bordello e ne otterresti un ottimo prezzo, finita questa guerra”.
“Già, ma mi hai appena detto che questa guerra non è ancora finita. Dovrò fare a meno di quelle monete per un po’, a quanto pare”.
“E quando la guerra sarà finita, magari non avrai bisogno di altre monete: potrai mettere le mani sulle ricchezze del re degli Elfi, oltre che su sua figlia. Però dovrai occuparti anche del regno dei Boschi”.
“Quelle ricchezze appartengono alla Regina”, rispose Belladonna meccanicamente.
“Vuoi far finta che io non sappia che hai ridotto la Regina ad una ragazzina infoiata e dai gusti sessuali meno eterodossi? Non potrai neanche permetterle di regnare mentre tu governi, Morwen: dalla in sposa a qualcuno di tua fiducia, fallo riconoscere come principe reggente e tieni la Regina al sicuro, concedendole tutti i divertimenti di cui avrà bisogno e desiderio. Il Regno Nero è tuo, e così tutte le Terre Conosciute”. Il mago sorrise nella testa dell’Elfa e precisò: “Tranne quelle degli Uomini Liberi, ovviamente. Qui potrai venirci solo da ospite. Anzi, ti invito fin d’ora: mia moglie è gravida e daremo una grande festa alla nascita del bambino”.
“Complimenti, mago. Ci sarò di sicuro: dovremo approfittare dell’occasione per spartirci le Terre Conosciute, magari. Sai, proprio tutte sono un po’ troppo per me”.
“Davvero vuoi ancora fare affari con me, Morwen? A me non dispiace: ci guadagno sempre, in fondo è grazie a te che sono diventato l’uomo più potente della Terra degli Uomini Liberi; ma tu cosa ci guadagni?”.
“Potresti insegnarmi a controllare il mio potere ed a sfruttarlo nel modo migliore; o meglio ancora, aiutarmi a liberarmene: io sono un soldato, non un mago”.
“Avresti dovuto pensarci prima di assaggiare il mio, di potere, quella notte nel Regno dei Boschi, e di portare via quello della Regina Nera, che forse è un boccone troppo grosso da inghiottire. Ora dovrai tenertelo, il potere, e potresti cominciare a servirtene subito: la tua donna ha una gran voglia di giocare al gioco del piacere con te, accontentala”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.