La battaglia: tramonto (6)

Di nuovo, le due Elfe sentirono la brezza tiepida che sembrava accompagnare l’esplosione del potere di Belladonna; dalla gamba ferita dell’Elfa bruna il sangue schizzò per una piccola clessidra copioso, inzuppando tunica e brache di entrambe, per poi fermarsi. Belladonna, stringendo le mammelle della Bastarda, sentì forte e chiara la risata e poi la voce di Hidenseek: “No, Lunga Treccia, o Morwen, o Belladonna, non ti avevo mentito, semplicemente parlavo di me stesso, quella volta che hai ferito Sem. Ma tu puoi farlo, e forse potrai fare ancora di più, soprattutto ora che hai vinto la battaglia e dovrai decidere cosa fare della tua Regina e di tutti gli abitanti delle Terre Conosciute. Ricordati però che rivoglio indietro i miei lancieri, e che mi devi un prezzo del sangue per quelli che sono rimasti laggiù al Sud”.

Senza aprire bocca, sempre stringendo la Bastarda come a trovare ancora più forza nella presa su quel seno che aveva avuto modo di conoscere come e meglio del proprio, Belladonna rispose: “Cosa dovrei fare, mago? Io sono un soldato, non posso mettermi a governare un Regno – neanche una città, se è per questo”.
“Dovrai farlo, Morwen, e dovrai stare attenta: hai vinto la battaglia ma la guerra non è ancora finita. Gli Uomini non devono guardarsi soltanto dagli Elfi, e stavolta non potrai contare sul tuo potere”.
“Non ho mai creduto ai vaticini, mago, soprattutto quando sono così oscuri. Preferisco non conoscere il mio futuro, così mi resta la speranza di poterne essere l’artefice”.

Belladonna aiutò la Bastarda a montare in sella continuando a discutere con Hidenseek nella sua mente. “E poi, ho vinto questa battaglia senza l’aiuto del potere, ed ho rischiato addirittura di essere uccisa: in questa campagna ho avuto due ferite, non mi era mai capitato prima”.
“La mia concubina ha visto qualcosa nel bacile di ghiaccio, Morwen, ma era così estraneo per lei che non ha capito di cosa si trattasse: c’era un nuovo pericolo per te, e non si riferiva alla ferita alla coscia. Ci sentiremo di nuovo se sopravvivrai, Morwen, e mi spiegherai cosa intendi fare delle Terre Conosciute”.
“Perché mi chiami Morwen, adesso?”, chiese l’Elfa prendendo le redini del cavallo ed avviandosi lentamente lungo la strada.
“Perché devi riprendere la tua identità: Elfi ed Uomini, dopo il sangue sparso, sono pronti per mischiarsi, finalmente, e cancellare ogni ragione di odio”.
“Davvero non hai visto cosa hanno fatto i tuoi lancieri a Szibelis? Se non è odio quello, non saprei dire cosa l’odio sia. E guai a te se la mia amante lo verrà mai a sapere, mago: ti verrò a cercare anche in capo alle Terre, e non importa da quanti soldati ti farai proteggere”.
“Non hai bisogno di minacciarmi. Quell’Elfa bionda che ancora ti ama e che tu non so se ami ancora dovrà assistere all’esecuzione del re, come tutti i prigionieri che avete preso oggi; solo così impareranno che non si scatena impunemente una guerra razziale”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.