La battaglia: tramonto (5)

“Mi piacerebbe vedermi, Morwen, e mi piacerebbe sentirmi dire la verità. Ho visto la gamba, è rotta, e rotta molto male. Non sento più tanto dolore, e non è buon segno, come mi hanno insegnato. E comunque non posso muovermi”.
“Ti aiuterò io, farfallina. Abbiamo anche un cavallo, tutto quello che dovrai fare è reggerti in sella, e ti porterò dai cerusici che risolveranno ogni problema”.
“Mi resterà una cicatrice, Morwen, e sì che tu amavi tanto la mia pelle liscia”, disse a voce ancora più bassa la Bastarda.

“Anche io ho una cicatrice, farfallina: capita, in guerra”. Belladonna scoprì il braccio per mostrare all’altra Elfa il ricordo della liberazione della Provincia Perduta; non appena fu esposta alla fioca luce del sole che era ormai al di sotto delle cime degli alberi e della coltre di nubi, la cicatrice cambiò improvvisamente colore, come era accaduto in presenza della Regina Nera o del giovane Gujonnen, diventando stavolta prima nera, poi di un rosso scarlatto. Forse perché si trovavano all’aperto, sia Belladonna che la Bastarda sentirono anche un refolo di vento, tiepido e profumato, completamente estraneo alla stagione: la Bastarda sentì prima il profumo dei giardini della reggia del re suo padre in primavera e poi quello del fieno appena tagliato, sul quale adorava condurre il gioco del piacere con la sua amante; contemporaneamente, provò una fitta alla gamba spezzata, breve ed intensa.

“Morwen”, chiese a mezza voce, “cosa stai facendo?”.
“Non lo so bene, farfallina, ma credo che abbia qualcosa a che fare con il potere che mi pervade e che è diventato più forte. Puoi provare ad alzarti in piedi appoggiandoti a me? Il cavallo ci aspetta, è quello che avevate aggiogato al carro e mi sembra sufficientemente tranquillo per portarti a destinazione”.

La Bastarda si alzò con l’aiuto di Belladonna e si rese conto di riuscire a stare in piedi; la gamba le faceva di nuovo male, ed era un dolore ancora diverso, come quello che poteva essere provocato da una ferita che si stesse richiudendo. Belladonna guardò negli occhi la sua antica amante, e ne fu ricambiata. Prima che quest’ultima potesse aprire bocca parlò di nuovo: “Mi avevano detto che il potere è illusione, e che per queste cose non può funzionare. Mi avevano mentito, allora”.

“Usalo su di te, Morwen: stai sanguinando”, replicò la Bastarda le mani con le sue e portandosele al petto, a toccare prima e stringere poi il seno alto e solido. “Lo facevi così volentieri, Morwen, e mi dava tanto piacere quando stringevi con le tue mani forti fino a lasciarmi il segno delle dita. Spero che possa aiutarti, questo”.

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