Avanzata (4)

“La prima risposta è quella giusta, e tu lo sapevi benissimo. Il Consiglio dei Nobili ha discusso a lungo ed alla fine si sono trovati d’accordo con me, hanno avuto troppa paura di non essere dalla parte della famiglia prescelta”.
“Sei certo che ne sceglierò uno, ma io voglio Morwen”.
“Non potrai averla. Se davvero è ancora viva, dopo la guerra avrà un appuntamento col nostro boia”.
“Morwen è viva, e non si lascerà mai prendere. Io la troverò e se necessario andrò via con lei”.
“Non potrai farlo, anche se non vorrai prendere uno dei nobili che ho scelto per te dovrai regnare dopo di me. Non è meglio essere re degli Elfi che una esule?”.
“E tu, sei contento di essere re degli Elfi?”, ritorse la Bastarda. “A quanto hai dovuto rinunciare per diventarlo? Quanto hai dovuto sacrificare per restarlo? Per quello che ho visto, direi che assomiglia ad una spada con la lama fin troppo affilata e senza l’elsa: la compreresti mai, per quanto sia bravo nelle chiacchiere il mercante che sta cercando di vendertela?”. La Bastarda si alzò dal tavolo e ridiventò un alfiere della Guardia in un battito di tacchi.
“Comanda, maestà”.
“Portami qui una puttana e poi ritieniti in libertà”.

La Bastarda reale effettuò un nuovo, perfetto dietro front e marciò fuori dalla tenda per ritornare qualche piccola clessidra più tardi, accompagnata da due lancieri in tenuta da combattimento che scortavano una figura incappucciata ed avvolta in un mantello. Ad un gesto della Bastarda i lancieri effettuarono un perfetto dietro front e sparirono nella notte senza aprir bocca.

“Comanda, maestà. Questa è la migliore puttana che ho trovato”, disse poi irrigidendosi in posizione di rispetto. ”Col tuo permesso, maestà”. Rapidamente la Bastarda sganciò il mantello e sollevò il cappuccio, rilevando la gradevole figura di una donna nuda, dai lunghi capelli neri, i grossi seni impennati ed i fianchi ad anfora. Gli occhi neri della puttana fissarono re Szibelis e le sue labbra rosse si incurvarono in un sorriso scoprendo i denti bianchi ed appuntiti.

“Voltati”, ordinò la Bastarda, e la puttana mostrò al re un culo ben tornito e palesemente sodo, e la schiena segnata da una recente fustigazione.

“Comanda, maestà. So che da qualche tempo non ami servirti di donne che non facciano parte del popolo Elfico, ma l’armata non ha portato puttane con sé, purtroppo. Dice di essere una contadina, maestà. I nostri esploratori dichiarano di averla trovata in una casa colonica ad una giornata di marcia da qui, con un uomo e tre ragazzi che si sono opposti alla requisizione e sono stati passati per le armi. Gli esploratori dicono che per servirsi di lei hanno dovuto tenerla ferma in quattro, e per questo è stata frustata fino a una piccola clessidra fa, nella speranza di renderla un po’ più mansueta ed obbediente.” La Bastarda Reale sembrava divertirsi. “Per la tua sicurezza, maestà, io resterò qui per tutto il tempo che ti sarà necessario”.

Re Szibelis si erse in tutta la sua statura e fece appello alla propria autorità, ma le parole gli si fermarono sulla lingua davanti al sorriso della figlia.

“Comanda, maestà”, aggiunse la Bastarda, “posso suggerirti di non servirti della bocca di questa puttana? Potrei non fare in tempo ad intervenire. E tu, a quattro zampe”. La Bastarda accompagnò l’ordine rivolto alla puttana con un sonoro sculaccione che lasciò sulla natica rotonda della donna un vivido segno rosso.

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