La soluzione difficile (1)

Belladonna si guardò attorno e si avvolse più strettamente nella cappa elfica, prima di spingere la porticina che immetteva nel carro che era diventato l’alloggio del Re Fuggito, della sua famiglia e della sua corte. Toson, Rebon Tessa e Ressa rimasero fuori, a tener d’occhio i lancieri dei Boschi di guardia. All’interno era buio, fumoso e caldo. Il Re Fuggito la aspettava in piedi, quasi a voler proteggere la sua famiglia: alle sue spalle, in un angolo, una bella donna bionda dal seno prorompente, un ragazzo dall’espressione ottusa e due giovanette spaventate.

Belladonna assunse la posizione di rispetto. Geon le aveva spiegato che il Re dei Boschi disprezzava i salamelecchi di corte, ed apprezzava un comportamento educato ma privo di fronzoli. C’era però un tratto comune in ogni regnante: non ci si poteva rivolgere a lui senza essere stati interpellati. Il Re Fuggito fissò l’ufficiale maggiore per una piccola clessidra prima di parlare:
“Mi è stato riferito, signora, che vuoi vedermi per motivi gravi ed urgenti. E che vuoi vedermi da solo, senza i miei consiglieri e senza i miei ufficiali. Ora sei qui: parla, dunque”.
“Maestà, sono qui ad offrirti la vita, tua e della tua famiglia”
Il Re dei Boschi rimase in silenzio e Belladonna continuò: “Ho avuto l’ordine di ucciderti, di uccidere la Regina tua moglie e le tue figlie. Ho deciso di non farlo”.
“Perché vuoi disobbedire ad un ordine? Sei un soldato dalla testa ai piedi, l’obbedienza fa parte della tua natura”.
“Perché non è un ordine onorevole. Dirò che siete morti e che ho bruciato i vostri corpi. Tu dovrai semplicemente uscire da questo carro, vi porteremo in salvo dove siete attesi da un manipolo di lanceri dell’Armata del Popolo Libero che vi scorteranno fino alla loro fortezza; il comandante in capo dell’Armata sarà lieto di arruolarti con le tue figlie, e darà rifugio a tua moglie”.
“L’Armata del Popolo Libero. I miei consiglieri me ne hanno parlato: allora esiste davvero”.
“Sì, Maestà”.
“E cosa ne sarà di mio figlio?”
“Tuo figlio dovrà venire con noi al Sud e sposare la Regina Nera: non posso fare nulla per lui”.
“Sì che potrai. Quando sarà il tuo Re dovrai proteggerlo”.
“No, Maestà. Nel Regno Nero non si diventa re sposando la Regina, che conserverà tutto il potere”.
“Potrai comunque fare qualcosa per lui”.
“Farò quello che potrò. Adesso la mia Regina è troppo occupata con la sua guerra, e forse riuscirò a tenere in vita tuo figlio per un po’ di tempo”.
Il Re dei Boschi fissò negli occhi Belladonna prima di fare un cenno di assenso con il capo.
“So chi sei, si è parlato molto di te. Eroe dell’altra guerra, decorata e promossa, favorita della Bastarda Reale, e poi sei improvvisamente sparita. Adesso che ti vedo capisco che hai troppo onore per servire Szibelis. Ma non capisco perché servi la Regina Nera”.
“Perché mi ha dato una patria ed un’armata”.
“Però la servi a modo tuo. E sia, accetto. Spiegherò tutto a mio figlio e mi obbedirà, puoi starne sicura”.
“Maestà, non abbiamo molto tempo”.
“Gli dirò semplicemente di obbedirti in tutto e di non parlare di quanto sta accadendo: mio figlio ha bisogno di ordini semplici e diretti, e puoi star certa che obbedirà in tutto e per tutto”.

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