Consigli di Guerra (6)

Mastro Wissen non lo negò. Anzi, ripensando al breve e fugace contatto con la bocca di quella Strega, alle sensazioni così simili e così diverse da quelle che provava grazie alla medesima carezza della Strega sua moglie, ebbe ben più di un fremito al membro virile. Le due Streghe se ne accorsero contemporaneamente e contemporaneamente sorrisero: due sorrisi di trionfo.

“Anche questa mia sorella lo desidera; sono certa che è troppo tempo ormai che non accoglie un membro virile e sono del pari certa che non possa farne a meno così a lungo. Le piace il dolore che la sua padrona, la Regina, le infligge, ma non le basta. Possiamo chiederglielo, e ci dirà la verità”.
“No, non possiamo. Se non ti senti in grado farò da solo, o chiederò aiuto ad uno dei servitori”.
“Mio signore, tu vuoi scherzare. La Regina ci ha ordinato di fare tutto il necessario per addestrare questa sorella come abbiamo addestrato le puttane Barbare. Ricordi, mio signore, cosa hai fatto con loro?”, aggiunse con voce dolcissima la Strega.

Alla domanda della Strega sua moglie il cerusico da pallido che era diventato arrossì visibilmente, davanti a quattro occhi bianchi che lo fissavano comi di ironia. La Strega della Regina parlò per la prima volta da quando la sua padrona la aveva lasciata:
“Sorella, sono curiosa di sapere cosa avete fatto alle puttane Barbare, e sono curiosa di provarlo su di me. Se il signore tuo marito non vuole dirlo, raccontalo tu, mentre egli si serve di me per il suo gioco del piacere”.

Ciò detto prese a modulare un canto a voce bassissima: mastro Wissen riuscì appena ad udirlo, ma fu sufficiente per rendergli il membro virile ancora più rigido, fin quasi a fargli male, e per fargli desiderare ancora di più ogni orifizio di quella Strega.

“Dovresti tacere, sorella. Siamo fuggiasche ma non abbiamo il diritto di svelare i segreti delle nostre sorelle agli estranei”, intervenne la moglie del cerusico. “Il signore mio marito è sempre stato un Uomo dai semplici quanto robusti appetiti, ma sente l’influenza del potere della Regina più di quanto gli piaccia ammettere. Ha trovato molto piacere nell’usare le due Barbare da dietro mentre le frustavo, e ne ho trovato anche io. Questo prima di applicare loro gli anelli”.
“Fatelo anche con me, sorella, ma prima racconta ancora. Erano appese qui come me, le due puttane Barbare?”, chiese la Strega della Regina e, sotto gli occhi del cerusico, prese a muovere leggermente il ventre appena bombato, così che la succosa vagina, esposta come era, sembrò aprirsi come un fiore, invitante ancora di più.
“Erano appese qui. Il mio signore, mio marito, dal momento che avevano cominciato a ribellarsi non appena cessato il potere della Regina su di loro, aveva avuto un’ottima idea; avevamo legato alle loro caviglie delle grosse pietre ed hanno sofferto per tutta la notte”.

La Strega della Regina si leccò le labbra prima di rispondere:
“Sorella, dovresti cominciare a frustarmi, adesso. O il tuo signore, tuo marito, non potrà più trattenersi, ed io non verrò usata da lui questa sera, prima che mi applichiate gli anelli che pure desidero”.
“E tu, sorella, non vuoi restare a lungo lontana dalla tua padrona, la Regina”, rispose la moglie del cerusico.
“I desideri della mia padrona, la Regina, sono complessi e numerosi e non credo che le puttane Barbare, per quanto ben addestrate siano in grado di soddisfarli tutti e meglio di me. La mia padrona, la Regina, è certo molto volubile, e so che ha inviato messaggeri a Campo Profondo con l’ordine di fornire puttane Elfe, lì trattenute in abbondanza, di suo gradimento. Quando torneranno alla reggia, io dovrò essere presente, sorella, nel tuo e nel mio interesse”.

Ciò detto, riprese a modulare il suo canto, al quale si unì la sorella. Mastro Wissen non fu più in grado di trattenersi, si avventò sulla Strega della Regina sollevando il camice ed esibendo il membro eretto e paonazzo e la penetrò con un colpo potente nell’ano. La Strega sua moglie, soddisfatta, alzò il frustino e cominciò a colpire.

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