Contromisure (5)

“E tu pensi che dovremmo offrirgliele?”, chiese dopo un attimo.
“Non so, mia signora, non mi è chiarissimo, ma non ho capito se le vuole per sé”.
“Possiamo fare la prova. Nelle sacche del mio cavallo ci deve essere una fiasca ancora piena di liquore del Nord. La offriremo durante l’incontro, e faremo portare i bicchieri da Calibean e da Lillian Fennersdottir. Valdariel ha ancora i segni dell’interrogatorio, meglio di no. Rebon, stasera sei libero dal servizio, ci penserà la Strega”.

“Mia signora, come comandi”. La voce di Rebon era gelida, evidentemente non era d’accordo con la decisione dell’ufficiale maggiore, e Belladonna si chiese perché.

Belladonna occupava quella che sembrava la casa della famiglia più importante di quella città abbandonata, e fu lì che lei ed i suoi ufficiali ricevettero il collega dell’Armata dei Boschi. Geon, prima di sparire discretamente con la scusa dell’ispezione ai posti di guardia, aveva tratteggiato con poche parole Sirion: “Un cortigiano, non un soldato”.

Favorito dell’erede al trono, secondo il parere di molti, ed il Consiglio Segreto aveva avallato la scelta perché i consiglieri, per principio, diffidavano delle persone troppo competenti, temendo di essere privati del loro potere sulla famiglia reale e sul Regno tutto. Belladonna lo aveva solo visto da lontano, non avendo mai avuto voglia e tempo per compiere i complessi passi diplomatici per ottenere un incontro. Inviare un semplice lanciere come Rebon per chiedergli di partecipare ad una riunione era quasi un insulto, appena mascherato dalla necessità militare.

Sirion si presentò in uniforme da campo, accompagnato da due ufficiali inferiori e scortato da un manipolo di robusti lancieri. Alto e magro, con i capelli biondi e gli occhi verdi, sembrava più un Elfo che un Uomo dei Boschi; Belladonna subito si rese conto che dietro quelle pupille brillanti c’era un cervello finissimo, e si augurò che Devrj e Verkonnen si mostrassero all’altezza della situazione.

Massima formalità: Sirion si irrigidì in posizione di rispetto, Belladonna ricambiò il saluto e si strinsero le mani. L’ufficiale maggiore dei Boschi presentò i suoi tenenti, che erano ancora irrigiditi in posizione di rispetto e Belladonna i propri; non le sfuggì che Devrj e Verkonnen facevano una ben magra figura con le loro basse tenute stazzonate e sporche mentre gli ufficiali dei Boschi indossavano tunica e brache linde ed impeccabili, certamente fatte su misura, e scarponi luccicanti, anche nella poca luce delle lampade ad olio, che palesemente non avevano mosso neanche un passo sulla brughiera ghiacciata. Gli ufficiali si guardavano freddamente da una parte all’altra della stanza vuota, in posizione di attesa.

Con la stessa rigida formalità, Sirion declinò la richiesta di Belladonna di mettere in comune le provviste.

“Siamo già a mezza razione. E voi date troppo da mangiare ai vostri lancieri, non dureremmo due giorni con le vostre razioni”.

“E allora”, replicò Belladonna, “devo chiedere la vostra collaborazione. Devrj, per favore”, e il piccolo ufficiale delle Isole aprì una mappa delle Terre Conosciute oltre la Frontiera e la tenne spiegata con le braccia alzate.

“Non sappiamo cosa sia accaduto in questa città, sappiamo solo che è vuota ed abbandonata. Però ce n’è un’altra a mezza giornata di marcia da qui: nelle condizioni in cui siamo, è l’unica possibilità di rifornirci. Io manderò fuori, domani, tre compagnie di lancieri, e ti chiedo su quante compagnie dei Boschi posso contare”.

Nella stanza il gelo sembrò diventare ancora più intenso. Sirion guardò i suoi ufficiali prima di rispondere, in tono molto meno sicuro: “Altrettante, naturalmente. Ma c’è un problema: per la legge del nostro Regno i nostri soldati non possono obbedire agli ordini di uno straniero”.
“Nessun problema. Le nostre compagnie saranno comandate da Devrj, che si metterà ai tuoi ordini”, rispose Belladonna con un’ombra di sorriso sulle labbra sottili.

L’ufficiale dei Boschi si irrigidì ancora di più prima di rispondere: “Abbiamo bisogno di un piano e di mappe più dettagliate prima di poterci muovere in battaglia. I miei soldati sono abituati a combattere in campo aperto”.
“In realtà è molto semplice e noi lo abbiamo fatto più volte”, rispose Belladonna, “gli Uomini Liberi non combattono volentieri in questa stagione e non si aspettano di essere attaccati. La città è più piccola di questa e potremo investirla su due lati. Verkonnen, per favore, illustra la manovra al nostro fiero alleato”.

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